Lo scienziato umbro che disse no

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“Dopo una approfondita riflessione declinai l’offerta; ci sono poche decisioni mai prese nel corso della mia vita per le quali ho avuto un minor motivo di rimpianto. Ero convinto che nulla di buono avrebbe potuto scaturire da nuovi e più mostruosi mezzi di distruzione e gli eventi successivi hanno confermato in pieno i miei sospetti. Per quanto perverse fossero le potenze dell’Asse, era evidente che l’altro fronte stava sprofondando in un livello morale (o immorale) simile nella condotta della guerra come testimonia il massacro di 200.000 civili Giapponesi a Hiroshima e Nagasaki.”

Franco Rasetti, nato a Pozzuolo Umbro, una frazione di Castiglione del Lago, in provincia di Perugia, con queste parole raccontò il suo rifiuto di collaborare con gli scienziati inglesi trasferiti dall’Inghilterra a Montreal intorno al progetto nucleare che sarebbe poi confluito in quello di Los Alamos, nel quale poi sarebbe stata messa a punto la bomba atomica.

Da Wikipedia: “Profondamente contrario al coinvolgimento degli scienziati nelle ricerche belliche (“La guerra è una cosa idiota“) rifiutò di far parte del Progetto Manhattan per spostare gradualmente il suo impegno verso quelli che erano sempre stati suoi grandi interessi al di fuori della fisica e che lo avevano caratterizzato nella giovinezza, gli studi naturalistici”.

Da quel momento, si dedico allo studio dei fossili, diventando un esperto mondiale del periodo Cambriano, occupandosi poi anche di montagna e fotografia naturalistica. Morto in Belgio all’età di cento anni, nel 2002 la sua salma fu rimpatriata in Umbria.

Dal 2006 si è costituita una associazione culturale che ha lo scopo di tutelare la memoria storica del professor Franco Rasetti, di promuoverne la conoscenza e lo studio come scienziato e umanista.

www.francorasetti.it

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