Cacciano il cinghiale nei giorni vietati: 60 cacciatori, in un colpo solo, dicono addio alla licenza di caccia

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La Legge parla chiaro senza possibilità di equivoci, di martedì e di venerdì, la caccia è sempre e comunque vietata, chi caccia durante le giornate di “silenzio venatorio” incorre in un reato specifico, che prevede l’arresto fino a 3 mesi o una salata ammenda, oltre le spese processuali, la fedina penale compromessa e il ritiro, sospensione o revoca del porto d’armi a discrezione del Questore.

Durante i mesi di novembre e dicembre, alcune squadre di cinghialisti (in 3 distinte battute), una a Foligno, una a Gualdo Cattaneo e l’altra a Castiglion del Lago, sono state sorprese a cacciare nei giorni di silenzio venatorio all’interno di aree normalmente interdette alla caccia. La sorpresa da parte dei cacciatori è stata quando si sono visti arrivare le Guardie del WWF che Legge alla mano, hanno provveduto ad identificare tutti gli “attori”, i responsabili di battuta e la Guardia Giurata addetta ai controlli. Guardia che avrebbe dovuto attestarne la legittimità e la regolarità, denunciate quindi anche le tre guardie Giurate, che in concorso tra loro, in qualità di Pubblici Ufficiali non hanno impedito il fatto, omettendo di segnalare l’ipotesi di reato alla Procura competente.

Non si tratta di certo di una diversa interpretazione della norma, stante il tenore inequivoco del divieto, ma di una distorta, cosciente ed arbitraria azione di caccia, che è stata “giustificata” asserendo che, cacciando nei giorni di Martedì e di Venerdì, non si sarebbe interferito con altre forme di caccia.

Il Coordinatore regionale delle Guardie del WWF Sauro Presenzini meravigliato da tale macroscopica e fantasiosa interpretazione riscontrata, ha spedito tutti i verbali di battuta e una dettagliata relazione, alle varie Procure competenti, le quali hanno aperto dei fascicoli d’indagine a carico dei 60 cacciatori partecipanti.

Fonte: WWF Perugia

No alle “misure straordinarie” contro i cinghiali in Umbria

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La Giunta regionale ha recentemente approvato una proposta di provvedimento urgente per il contenimento dei cinghiali, su indicazione dell’assessore Cecchini. La norma, manco a dirlo, segue la politica sbagliata di cercare di contenere questi animali aumentandone le uccisioni, quando ormai da diversi ambienti scientifici si mostra quanto inutile sia una pratica del genere, che anzi pare ottenere proprio il contrario. Naturalmente è dal punto di vista etico che molte persone provano orrore per questo tipo di provvedimenti.
In dettaglio, le norme, approvate il 28 luglio e attive fino al 30 settembre, prevedono la riduzione da 48 a 12 ore del termine per l’attivazione degli interventi della Regione, trascorso il quale i proprietari o i conduttori dei fondi interessati possono intervenire direttamente (cioè uccidere) e gli interventi programmati e d’urgenza, anche nelle ore notturne, prevedono la presenza anche di un solo addetto alla vigilanza.
Contro questo provvedimento, è stata approntata una mail di protesta che si può leggere e agevolmente inviare tramite il sito di Agire Ora.